Nella lettera inviata ad Arcigay Pavia “Coming-Aut” si legge che <<l’iniziativa non risulta essere pienamente coerente con gli obiettivi contenuti nei vigenti documenti di programmazione regionale e gli indirizzi dell’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie>>.
<<Per il secondo anno consecutivo regione Lombardia dimentica che nei vigenti documenti di programmazione si fa più volte riferimento al protocollo d’intesa che Regione Lombardia ha stipulato con UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), che intende promuovere le pari opportunità e la lotta a tutte le discriminazioni, comprese quelle basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere>> commenta Niccolò Angelini, Presidente di Arcigay Pavia “Coming-Aut” <<l’unica coerenza che regione Lombardia sembra avere è quella di prendere le distanze da un evento come il Pavia Pride, che quest’anno è fortemente radicato al territorio pavese e quindi lombardo: il pride 2017 ha come tema la provincia e la vita delle persone LGBTI che vivono in zone di provincia che spesso più di altre subiscono discriminazione e violenza omotransfobica. La comunità lgbti pavese, forte del sostegno delle istituzioni cittadine e di moltissime associazioni del terzo settore, andrà avanti anche quest’anno senza l’appoggio della nostra regione che si dimostra essere ancora una volta distante dalle istanze dei suoi cittadini lgbti e lontana anni luce dalla verità sociale che vorrebbe rappresentare. Al Pavia Pride del 10 giugno saremo in piazza anche per tutti i cittadini lombardi che regione Lombardia continua a considerare indegni di attenzione istituzionale>>.

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